Tempo di Avvento, Cristo viene: ravviviamo l’attesa

dalla “Grammatica di Don Gaspare” p. 22



Cristo vieni. Il Salvatore sta per nascere. La santa Chiesa in questi giorni lo aspetta, lo desidera, lo sospira.


Che vuol dire che noi siamo qui tutti freddi nei nostri affetti; che passiamo per questi stessi giorni di Avvento così lieto e di attesa così dolce in una pigra indifferenza; che, poco solleciti di unirci nello spirito alla santa Chiesa, ci accontentiamo tutt’al più di accordarci con lei esteriormente, con una superficiale e languida celebrazione rituale?


Purtroppo l’attaccamento alle cose terrene tiene impedito il nostro animo; i piaceri dei sensi hanno rapito il nostro cuore, riducendolo in una deplorevole schiavitù. Crediamo sì le cose celesti, ma non le amiamo. Le professiamo esteriormente, ma non le gustiamo intimamente. Che meraviglia, allora, se non le desideriamo, se esse non ci interessano più che tanto?


Oh Dio! È ben ora che noi scuotiamo questo gelo, che leviamo in alto il nostro spirito, accogliendo linvito del Profeta a vedere la giocondità che viene dal nostro Dio: Gerusalemme, guarda ad Oriente, osserva la gioia che ti viene da Dio (Bar 4, 36). Questo è l’oggetto al quale dovremmo tutti applicare l’attenzione del nostro animo.


Alcuni certamente già provano per esperienza quanto sia bello e gioioso aspettare la venuta del Salvatore, avendo essi il cuore infervorato dall’amore divino. Ma io che sono freddo, e altri con me, abbiamo bisogno che essi preghino: affinché riusciamo a persuaderci bene che anche i più miseri peccatori possono partecipare insieme con i giusti e con i santi a questa attesa di una gioia così pura e sublime.


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