p. Fausto Torresendi è tornato alla Casa del Signore

 

Il 17 marzo 2020, alle ore 21,50 circa, il nostro caro p. Fausto Torresendi è andato incontro al Signore. Ha terminato il suo cammino di discepolo missionario, ha conservatola fede, ha servito il Signore nei fratelli e nelle sorelle che ha incontrato. Ora vive nella pienezza dell'amore di Dio.

         Nato il 22 agosto del '47, fu unito al mistero di Cristo il 31 agosto mediante il battesimo.

Dopo il noviziato ('64-'65), nel corso degli anni di formazione come professo e studente di teologia, maturò una forte sensibilità missionaria che lo portò, già da diacono, a fare un'esperienza in Sud Africa assieme all'amico e compagno p. Lidio e poi, dal '75 all'80, come prete missionario stimmatino. La sua professione perpetua avvenne il 24 febbraio del'72, l'ordinazione presbiterale il 2 settembre del '73.

         Prima di partire come missionario in Sudafrica, svolse il compito di educatore e animatore di pastorale giovanile a Cadellara e poi, animatore missionario a San Leonardo.

         Ritornato in Italia, si dedicò all'animazione missionaria in collaborazione con p. Pietro Marchesini, verso il quale conservò  un'ammirazione e un affetto filiale, sentimenti a loro volta ricambiati.

          A partire da questo periodo e per tutta la sua vita il nostro caro Fausto (El Moro, per gli amici) si manifesta come persona convinta ed entusiasta della sua vocazione stimmatina.

         Dalla fine degli anni '80 al '97, a Parma, p. Fausto ha dato il meglio di sé come parroco e come responsabile della Comunità di Recupero CEIS, anzi, ha dato tutto di sé, se stesso, la sua salute. Nella concretezza del quotidiano ha vissuto quella misura dell'amore che non ha misura.

         Nel frattempo, divenuto membro del Consiglio provinciale, doveva sovente fare la spola Parma Verona e così aggiungeva fatica a fatica. 

         Forse in conseguenza di ciò, venne colto da una forma di ictus assai grave che da allora condizionò la sua vita.

          In ogni caso, grazie alla sua volontà e alla collaborazione con il personale medico e fisioterapico, recuperò in salute più di quanto si pensasse. Pertanto, superata questa difficoltà, p. Fausto non si ritirò a riposo anticipando il tempo della pensione, ma con le energie fisiche e spirituali disponibili si dedicò al ministero  a Gemona e a Udine, alla al ministero della Parola, alla pastorale famigliare e universitaria in parrocchia e in pensionato a Milano Santa Croce. Successivamente, per un paio d'anni visse nella comunità di Sezano in modo da recuperare un po' di slancio fisico e psicologico, dopodiché, si spese nella parrocchia di Trento come parroco, fino a settembre ottobre del 2019.

          Il suo passaggio da Trento a Parma si rese necessario perché già si andavano manifestando  segni di affaticamento mentale che rendevano per lui assai faticosi gli impegni parrocchiali quotidiani. Sembrava che l'episodio dell'ictus, avuto in passato, preannunciasse una recidiva.

          La settimana scorsa, a Parma, p. Fausto entrò in uno stato confusionale tale da rendere la situazione ingestibile. Anche l'assunzione dei farmaci per il diabete e per l'ipertensione avvenne in maniera confusa. La sua salute degenerò, tuttavia, il personale dell'ambulanza  chiamata dai nostri confratelli, escluse che si trattasse di COVID-19. Si pensò allora di trasferirlo a San Leonardo ma, essendosi la situazione ulteriormente aggravata, domenica mattina venne accompagnato in ambulanza all'ospedale di Verona Borgo Roma. Lì fu trovato positivo al Coronavirus. In seguitò si aggravò irreversibilmente e, alle 21,50 di ieri, concluse il suo cammino terreno.

         Uomo di comunità, il nostro Fausto era uno con cui si stava bene insieme.  Le sue “Torresendate”, ossia quella sua personale attitudine a raccontare i fatti con un'enfasi un po' eccessiva, erano motivo di ilarità che dava calore e simpatia alla vita comunitaria. Come non sentire nostalgia del suo sorriso, della sua cordialità, della sue considerazioni espresse con toni efficaci anche se con fatica negli ultimi tempi?

          La sua compagnia era sempre gradita perché il suo cuore era quello di un uomo umile. Non di quell'umiltà pelosa che intristisce, ma di quell'umiltà capace di “stare bene con i propri limiti”, di non nasconderli; quell'umiltà capace di verità e di riconoscere il dono degli altri senza invidia né gelosie. Insomma, non entrava in competizione con nessuno perché non sentiva il bisogno di vincere sugli altri. Risultava perciò schietto e trasparente con tutti  fino al punto di passare, qualche volta, per ingenuo. Invece era molto intuitivo. 

         Caro fratello Fausto, sono molte le persone che ti amano. Siamo addolorati per non poterti salutare con un funerale degno di te. La situazione critica, che nel nostro paese e nel mondo si sta attraversando a causa del COVID-19, ci obbliga ad una sepoltura quasi senza rito religioso. Ti saluteremo in tono dimesso sabato prossimo 21 marzo alle 9,30 con la presenza di pochi intimi e una semplice benedizione. Quando questa crisi sanitaria passerà, ci troveremo tutti assieme a fare eucaristia, a rendere grazie al Signore in tua memoria per  il tuo luminoso sorriso e per averti avuto come compagno e fratello. 

         Tu che hai amato senza misura, sei ora avvolto dalla tenerezza smisurata del tuo Signore grande e misericordioso.

                                             Shalom

 

         Nelle nostre eucaristie ricordiamo p. Fausto.

 

Verona 18 marzo 2020